SALVATORE SARUBBI

PhD Graduate

PhD program:: XXXVI



Thesis title: Sequele del maltrattamento infantile nel disturbo mentale e nel rischio di suicidio dell’adulto: risultati di uno studio multicentrico

Il maltrattamento infantile rappresenta una forma di trauma in grado di influire negativamente sui processi del neurosviluppo. Un possibile esito del maltrattamento infantile è la comparsa di psicopatologia, che può diventare evidente già durante l'infanzia ma può proiettarsi anche nell'età adulta. Diversi studi hanno evidenziato l’impatto negativo del maltrattamento infantile nel decorso della psicopatologia nell’adulto e nel rischio di suicidio. Il presente studio multicentrico ha avuto come obiettivo principale la valutazione degli effetti del maltrattamento infantile nel disturbo mentale e nel rischio di suicidio su una popolazione di pazienti adulti con diagnosi psichiatrica. Sono stati utilizzati diversi strumenti psicometrici e interviste cliniche tra cui: il Childhood Trauma Questionnaire (CTQ) per la valutazione dei maltrattamenti infantili, la Columbia Suicide Severity Rating Scale (C-SSRS) per la valutazione del rischio di suicidio, la Beck Hopelessness Scale (BHS) per la valutazione della mancanza di speranza nel futuro e, la Physical and Psychological Pain Scale (PPPS) per la valutazione del dolore mentale. Sono stati analizzati i dati di 2340 pazienti provenienti da 19 centri ospedalieri italiani. Sono state condotte analisi bivariate, analisi della varianza, analisi di correlazione e modelli di mediazione. Lo studio si è articolato in due sezioni: nella prima, le principali variabili indagate hanno fatto riferimento al decorso del disturbo mentale; mentre nella seconda sezione il focus principale è stato il rischio di suicidio come uno dei possibili outcome avversi del maltrattamento infantile, mettendolo in relazione ad altre variabili psicologiche che possono rappresentare fattori di rischio prossimali di suicidio come la hopelessness e il dolore mentale. I risultati hanno evidenziato che maggiori livelli di maltrattamento infantile (abuso fisico, emotivo e sessuale e neglect fisico ed emotivo) sono associati a un peggior decorso del disturbo mentale in termini di minore età d’esordio, maggior presenza e maggior numero di ospedalizzazioni, presenza di altri disturbi psichiatrici in comorbidità, nonché maggior rischio di suicidio nel corso della vita. Rispetto all’attuale rischio di suicidio, invece, i dati hanno evidenziato un’associazione statisticamente significativa solo per gli abusi ma non per il neglect. Nei modelli di mediazione abbiamo ipotizzato che gli abusi infantili possono esercitare il loro impatto attraverso lo sviluppo di schemi cognitivi e affettivi negativi che possono perdurare nel tempo e rappresentare un fattore di rischio per il suicidio anche a distanza di tempo. I risultati indicano che gli abusi fisici ed emotivi hanno un impatto sull’attuale rischio di suicidio attraverso la compresenza di più alti livelli di hopelessness e dolore mentale; mentre l’abuso sessuale infantile ha un effetto diretto sul rischio di suicidio. Tali risultati mettono in evidenza il devastante impatto, anche nel lungo termine, del maltrattamento infantile che può rendere più complessa la gestione clinica del paziente. L’identificazione della presenza di esperienze traumatiche infantili può permettere ai clinici di comprendere meglio la specificità della sofferenza del paziente maltrattato e dei suoi effetti psicologici sui quali è possibile intervenire facilitando il paziente a modificare le traiettorie originate durante l’infanzia.

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