MATTEO PROTO GHIRINGHELLI

Dottore di ricerca

ciclo: XXXVII


supervisore: Antonella Romano
co-supervisore: Elisa Andretta

Titolo della tesi: Collezionismo e prospettive intellettuali nella Siena della seconda metà del XVI secolo. Il caso di Ippolito Agostini e del suo museo

La tesi indaga le relazioni politiche che si esprimono attraverso un museo di naturalia, attraverso la sua costruzione, le modalità di esposizione e i reperti ivi presenti. Il caso studio scelto, il museo senese del signore di Caldana, Ippolito Agostini, ha permesso di osservare il ruolo svolto dal palazzo, dove erano conservate le collezioni, dove si svolgevano le attività savant dell’Agostini e dove egli riceveva visitatori illustri, nei processi di egemonia culturale e politica messi in gioco dai Medici, vista la duplice identità del collezionista senese, legato strettamente a tutti i granduchi toscani. Dall’indagine svolta è emerso come questa duplicità si esplichi anche sul piano della produzione culturale, nella quale trovano un precario equilibrio tendenze all’esaltazione della passata gloria artistica e linguistica senese, baluardo identitario, e all’uso esplicito di modelli espositivi medicei, che giocavano un ruolo significativo nei processi di affermazione politica dei Medici. Oltre ai legami politici, lo studio delle attività svolte dentro il palazzo di Ippolito Agostini ha aperto una importante finestra sulla produzione di saperi nella città di Siena, linguistici, naturalistici e antiquari. Ancora, si è potuto ragionare sulla fondamentale rete di connessioni che il signore di Caldana e i membri della sua accademia stabilisce con letterati, collezionisti ed eruditi di tutta la penisola, capaci di integrare i propri saperi con quelli prodotti a Siena, influenzandoli e venendone influenzati. Relazioni che vengono indagate anche nel contesto senese, cercando di comprendere il ruolo che palazzo Agostini ricopre come luogo del sapere all’interno della produzione dei saperi a Siena, in relazione con spazi già indagati dalla storiografia, come l’università o le accademie locali, e altri meno indagati, come il collegio dei gesuiti e l’ospedale di Santa Maria della Scala. Infine, un punto nodale di questa ricerca e il rapporto tra Siena, in particolare i soggetti e gli spazi frequentati da Ippolito Agostini, e i saperi sulla natura che arrivavano da contesti extra-italiani, come la Boemia, la Polonia, la Spagna, la Francia e la Germania, ed extra-europei, in particolare soffermandosi sui rapporti strettissimi con il Giappone e l’interesse, abbastanza comune all’epoca, per i Nuovi Mondi.

Produzione scientifica

11573/1683495 - 2022 - « Et havendo parlato co Flaminio Romano, dichiarato e sententiato eretico ». Denunce e delazioni nella Siena del xvi secolo
Proto Ghiringhelli, Matteo - 01a Articolo in rivista
rivista: BRUNIANA & CAMPANELLIANA (Pisa; Roma: Istituti editoriali e poligrafici internazionali) pp. 541-551 - issn: 1125-3819 - wos: WOS:000957156000015 (0) - scopus: 2-s2.0-85174002232 (0)

© Università degli Studi di Roma "La Sapienza" - Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma