MATTEO PICCINNO

Dottore di ricerca

ciclo: XXXIII



Titolo della tesi: EVOLUZIONE DI UN PAESAGGIO FORESTALE MEDITERRANEO E PERIURBANO. IL CASO DELLA TENUTA PRESIDENZIALE DI CASTELPORZIANO

Il paesaggio forestale è al centro delle politiche europee di salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità, in quanto contribuisce allo sviluppo sostenibile e al contrasto dei cambiamenti climatici. Ciò è riconducibile ai servizi ecosistemici che il suo capitale naturale fornisce alla società. La ricerca si dedica perciò all’individuazione dei principali fattori di rischio per la conservazione di questi ambienti sia a scala globale, ma anche soprattutto a scala locale dove si può constatare come specifici ecosistemi siano legati a forme storiche di paesaggio. Molti ambienti forestali del vecchio continente, infatti, si sono coevoluti con l’uomo, rispondendo a innumerevoli funzioni, ma tramandando, grazie alla loro resilienza paesaggistica, peculiari connotati identitari dei luoghi. Un caso emblematico di tutto ciò è lo storico paesaggio laurentino dell’Ager Laurens, tra Roma e il mare, conservatosi all’interno della Tenuta presidenziale di Castelporziano e assediato dalla città che vi si è sviluppata intorno. Studiare la storia e l’evoluzione paesaggistica dell’area, consentendo di attestare la resilienza di queste foreste negli ultimi tremila anni, grazie a fonti storiche e cartografiche che affondano le proprie radici nella mitologia classica, è stato il presupposto per affermare la necessità di interventi volti alla sua conservazione, in linea con gli obiettivi sanciti dai Presidenti della Repubblica nel 1999 e rinnovati nel 2020. A tal fine è stato condotto, per due anni e in una rete permanente, il monitoraggio dei fenomeni di rinnovazione naturale del querceto planiziale di caducifoglie, una delle componenti naturalistiche di maggior pregio e allo stesso tempo più minacciata nell’ambito costiero mediterraneo, ancor più se periurbano. Strumento fondamentale di approfondimento è stata inoltre la raccolta e l’analisi di dati storici presenti e quelli delle serie storiche meteo-climatiche. Dalle analisi dei dati è emerso uno stato di conservazione critico per il querceto, sia nella senescenza degli individui adulti che nella quasi assenza di rinnovazione naturale che sopravvive al secondo-terzo anno. Ciò è correlato in primo luogo alla numerosità della fauna selvatica, seguita dall’elevata densità della copertura arborea e infine al maggiore stress idrico e richiede interventi di gestione sostenibile integrata più incisivi e costanti nel tempo.

Produzione scientifica

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