Titolo della tesi: La realizzazione dei valori dell'Unione europea nelle attività spaziali: sicurezza e sostenibilità nel diritto spaziale europeo
Lo spazio extra-atmosferico ha acquisito, da una prospettiva giuridica, una risonanza crescente nell’azione dell’Unione europea pur avendo mostrato, sin da prima dell’attribuzione di una competenza espressa nei Trattati, un significativo potenziale a supporto di obiettivi, politiche settoriali e bisogni terrestri. Innanzi alla crescente dipendenza di settori essenziali della società da tecnologie, capacità e servizi spaziali affidabili, continui, sicuri, sostenibili e resilienti, è indubbio che tali strumenti concorrano al funzionamento, allo sviluppo e alla prosperità di aree centrali della vita individuale e collettiva, partecipando così alla costruzione delle condizioni materiali attraverso cui l’Unione persegue i propri valori. Attraverso la presente ricerca ci si interroga, dunque, sul modo in cui la politica spaziale europea contribuisce alla realizzazione di tali valori e su quale ruolo assumono, in questo processo, la sicurezza e la sostenibilità quali concetti del diritto spaziale europeo. Come noto, i valori orientano l’esercizio delle competenze dell’UE – nella sua azione interna ed esterna, senza tuttavia ampliarne i confini –, il perseguimento dei suoi obiettivi e, più nello specifico, l’elaborazione delle sue politiche, incluse quelle relative a settori di natura scientifica e tecnologica come lo spazio. In questo contesto assumono rilievo anche i diritti fondamentali in quanto parte integrante del sistema assiologico dell’UE. Nonostante il rapporto con le attività spaziali sia spesso mediato, queste ultime possono abilitare o rafforzare politiche pubbliche che incidono, inter alia, sul diritto alla vita, alla salute, al cibo, sulla protezione dell’ambiente e sull’accesso alle informazioni.
Il contributo della politica spaziale alla realizzazione dei valori e dei diritti fondamentali dell’Unione, nonché agli obiettivi e alle altre politiche europee, è esaminato alla luce del contesto in cui tale politica oggi si sviluppa: una realtà contingente nella quale l’assetto valoriale e dei diritti è sottoposto a crescenti tensioni; un settore spaziale che continua a vivere una fase di rapida trasformazione nel quale l’ampliamento dei benefici si accompagna all’emersione di nuove vulnerabilità; un quadro giuridico unionale volto a disciplinarne programmi e iniziative spaziali che sta conoscendo una profonda innovazione nel tentativo di massimizzarne il potenziale, generare soluzioni innovative ad alto impatto sociale e far fronte a un bacino di rischi e minacce sempre più esteso e variegato. Il collegamento con la seconda parte della domanda della ricerca, focalizzata sul ruolo della sicurezza e della sostenibilità, trova la sua ratio proprio nel processo di ristrutturazione delle attività spaziali dell’UE formalmente avviato con l’adozione del Regolamento (UE) 2021/696, anche conosciuto come Regolamento Spazio, e atti giuridici ad esso connessi.
L’indagine si fonda pertanto su tre ipotesi. In primo luogo, si presume che la politica spaziale europea stia assumendo una funzione sempre più infrastrutturale e trasversale rispetto alla realizzazione dei valori, dei diritti fondamentali, degli obiettivi e delle altre politiche dell’Unione. In secondo luogo, si ipotizza che l’UE stia adottando un approccio giuridico nuovo nel settore caratterizzato principalmente da una maggiore integrazione tra programmi, iniziative spaziali e relativa disciplina applicabile e un crescente orientamento alla sicurezza. Infine, si suppone che la sostenibilità abbia acquisito un rilievo crescente quale parametro di orientamento dell’azione spaziale dell’Unione e criterio di lettura del contributo che tale azione può offrire al suo assetto valoriale.
Nell’elaborazione della tesi, il riferimento alla realizzazione dei valori dell’Unione europea nelle attività spaziali è dunque inteso in senso ampio. L’indagine non si limita a verificare se e in che misura tali valori trovino riconoscimento espresso nella disciplina spaziale dell’UE ma esamina il modo in cui l’assetto giuridico, infrastrutturale e funzionale delle attività spaziali europee contribuisce a creare le condizioni materiali, operative e giuridiche favorevoli alla tutela, allo sviluppo e alla promozione di valori e diritti fondamentali. In questa prospettiva il primo capitolo è dedicato all’inquadramento generale della ricerca. Dopo aver approfondito la trasversalità della politica spaziale dell’Unione quale tratto originario e persistente della sua azione nello spazio, e aver riflettuto su una sua interpretazione evolutiva, il capitolo esamina le modalità attraverso cui i servizi spaziali dell’UE contribuiscono al suo assetto valoriale. In termini metodologici, l’analisi è realizzata per macro-categorie tramite l’individuazione di alcune funzioni dimostrative che consentono di mettere in luce il contributo in esame.
Il secondo capitolo sposta invece l’attenzione sulla sicurezza del programma spaziale dell’Unione con l’obiettivo di verificare se il quadro giuridico istituito dal Regolamento Spazio abbia determinato un mutamento sostanziale nell’approccio giuridico europeo. La sicurezza è analizzata non solo come esigenza tecnico-operativa di protezione delle infrastrutture, dei sistemi, dei dati, delle informazioni e dei servizi spaziali ma come condizione di effettività del contributo che tali strumenti possono offrire alla realizzazione dei valori e dei diritti fondamentali. In un contesto nel quale settori essenziali dell’azione pubblica e della vita individuale e collettiva dipendono in misura crescente da tecnologie, infrastrutture e capacità spaziali, la sicurezza del programma diviene prerequisito, inter alia, della continuità dei servizi, della resilienza delle funzioni pubbliche che su di essi si fondano e dunque dell’effettiva realizzazione dei valori e dell’esercizio dei diritti fondamentali. L’analisi si concentra, in particolare, sui principi e sugli obiettivi di sicurezza, sulla sicurezza operativa e sull’accreditamento delle componenti, sulla protezione delle infrastrutture spaziali e terrestri e sulla sicurezza informativa. Al tempo stesso, il capitolo evidenzia come il rafforzamento della sicurezza non possa essere assoluto ma debba essere bilanciato con altre esigenze – quali, per esempio, la protezione dei dati personali, l’accesso alle informazioni, la tutela della trasparenza – funzionali a garantire quegli stessi valori e diritti fondamentali che tale rafforzamento mira a proteggere.
Infine, il terzo capitolo si concentra sull’esame della Space Situational Awareness (SSA) e, in particolare, della sua sottocomponente Space Surveillance and Tracking (SST). Quest’ultima costituisce un caso particolarmente significativo perché si colloca nell’intersezione tra sicurezza, sostenibilità e resilienza delle attività spaziali. Attraverso la sorveglianza e il tracciamento di oggetti spaziali, inclusi i detriti, essa contribuisce alla prevenzione delle collisioni, alla gestione dei rientri, al monitoraggio delle frammentazioni e, più in generale, alla protezione degli asset spaziali degli utenti. Il suo rilievo non riguarda quindi solo la sicurezza delle attività spaziali in senso stretto ma anche la preservazione delle infrastrutture e dei servizi da cui dipendono settori e politiche pubbliche essenziali dell’Unione e degli Stati membri. In questo senso SST contribuisce alla realizzazione dei valori e dei diritti fondamentali sia indirettamente, proteggendo le condizioni di funzionamento dei servizi spaziali, sia direttamente, nella misura in cui i suoi servizi supportano la gestione di rischi suscettibili di incidere su persone, beni, infrastrutture e ambiente. Il capitolo ricostruisce lo sviluppo delle capacità SSA e SST a livello europeo, la regolamentazione delle attività e dei servizi nell’attuale quadro giuridico, le disposizioni che regolano l’accesso alla sottocomponente da parte degli utenti europei e internazionali, la governance multilivello di SST e la relativa politica dei dati, evidenziando le grandi complessità giuridiche connesse a un sistema spaziale altamente sensibile.
Nel complesso, la ricerca mira a dimostrare che sicurezza e sostenibilità non costituiscono profili meramente tecnici o settoriali della politica spaziale europea ma categorie giuridiche, di diversa natura, attraverso cui il diritto spaziale dell’Unione contribuisce a rendere possibile, stabile e durevole la funzione valoriale dello spazio. La sicurezza è condizione di continuità e affidabilità dei sistemi e dei servizi spaziali; la sostenibilità è anche parametro volto a preservare nel lungo periodo l’accessibilità e l’utilizzabilità dello spazio a beneficio delle generazioni presenti e future. Proprio nella loro interazione, tali concetti consentono di leggere le attività spaziali dell’Unione come uno degli ambiti nei quali si definiscono, sempre più, le condizioni materiali e giuridiche per la realizzazione dei valori europei.