Titolo della tesi: Narrare i paesaggi: La forma del territorio e il patrimonio archeologico della Puglia
L’archeologia di oggi è l’architettura del passato. Sin dai tempi più antichi, le città si sono poggiate sulla terra, interpretando la geografia e sviluppando una sapienza costruttiva e tecnica legata direttamente alla morfologia dei luoghi. Adattandosi ogni volta a un territorio con particolarità diverse, le forme costruite hanno sempre espresso modalità insediative che rispecchiavano in modo diretto tali rapporti con il paesaggio.
Questi rapporti, che hanno contribuito all’ordinamento e alla misurazione del territorio in modi diversi, conservano ancora oggi una valenza primaria nell’osservazione interpretativa dei fenomeni strutturali dei territori e delle città. In tal senso, la lettura critica dei principi compositivi e formali che derivano dalla città antica può essere assunta come processo conoscitivo e metodologico di progetto, che riconosce gli archetipi antichi per reinterpretarli in chiave contemporanea.
Tale prospettiva assume lo studio e la lettura del territorio come un sistema stratificato, fatto di reciprochi rapporti tra elementi –spesso eterogenei–, in cui la geografia e l’infrastruttura fungono da condizioni primarie che hanno orientato la nascita e lo sviluppo delle più variate forme antropiche e degli usi del suolo, delineando così un paesaggio con un carattere fortemente identitario.
Gli insediamenti antichi, parte strutturante di quel paesaggio, seppur oggi hanno perso il loro valore ‘narrante’ –dovuto alla frammentarietà e l’isolamento nel territorio–, rappresentano una struttura spaziale e formale che consente di leggere e di interpretare l’assetto del territorio come esito di relazioni tra forme antropiche e forme naturali, attraverso logiche compositive che ne hanno determinato la configurazione.
Assumendo questa lettura, la ricerca si avvale dell’approccio tipologico e relazionale per indagare le forme dell’archeologia legate alla forma della terra, riconoscendo particolarmente nell’archeologia una chiave di lettura dell’intero paesaggio pugliese, delle logiche che hanno inciso sulla terra e che hanno configurato le forme del paesaggio attuali. Una riflessione sul valore che il patrimonio archeologico può assumere nella contemporaneità, attraverso la reinterpretazione dei principi antichi nel progetto per l’archeologia, seguendo un processo metodologico di scomposizione-ricomposizione che faccia emergere i caratteri insediativi particolari di ogni territorio.
In una prospettiva che sposta lo sguardo dalla visione storicista verso un approccio architettonico e compositivo, la città antica si presenta in questo lavoro come dispositivo di conoscenza, archeologica-architettonica, in cui le relazioni tra morfologia, struttura e forme costruite rendono visibile un principio ordinatore che assume valenza pari a quella delle città contemporanee.
Tale obiettivo si arricchisce con una visione di ampia scala, quella territoriale, che pone l’attenzione sull’idea dell’integrazione, intesa come la creazione di una rete territoriale, capace di superare la visione del frammento, del singolo sito in sé stesso, verso una visione relazionale del patrimonio tra i diversi siti che compongono il paesaggio archeologico della Puglia. In questo contesto, le vie antiche assumono un ruolo centrale in quanto forme infrastrutturali primarie che hanno segnato i rapporti tra insediamenti e territorio sin dall’antichità.
L’auspicio della ricerca è quello di proporre un nuovo metodo di lettura critica dei paesaggi, in particolare della città antica, riconoscendo i suoi principi ordinatori e identificando la struttura relazionale non solo tra le parti, ma anche con il luogo in cui si colloca, con il suo contesto. In questa prospettiva si inquadra la proposizione di una nuova definizione di Sistema Reticolare delle Aree Archeologiche che esprima, attraverso l’atto di esplicitare il rapporto tra le diverse parti, la natura e l’identità dei luoghi dell’archeologia. In particolare, una narrazione intesa come atto di risignificazione, come riconoscimento del valore che le città antiche hanno all’interno di una struttura territoriale complessa, configurando modelli insediativi.
La struttura relazionale interna ritrovata in ogni modello consente di identificare punti di tensione che possono essere declinati come i luoghi di progetto, individuando indirizzi progettuali e azioni che possano favorire una più attenta lettura formale e spaziale, un approccio compositivo innovativo che consenta di avviare nuove riflessioni sull’archeologia come opportunità di riflessione sul progetto.