Thesis title: Perdite e sprechi nella filiera agroalimentare in Italia: sfide e opportunità derivanti dall’implementazione delle nuove tecnologie dell’Industria 4.0
Il settore agroalimentare contribuisce notevolmente alle emissioni di gas serra e al depauperamento delle risorse naturali. In particolar modo, nei Paesi Industrializzati (PI) rappresenta il 15-28% delle emissioni totali di GHGs, nonché il 70% del consumo globale di acqua dolce a causa soprattutto delle risorse idriche utilizzate in agricoltura. Ma la produzione agroalimentare richiede anche una massiva quantità di terra, energia, combustibili fossili e fertilizzanti, e ha quindi un grande impatto sull’ambiente, sia se gli alimenti vengano consumati, sia se non dovessero essere consumati. Pertanto, in un contesto di competizione per delle risorse naturali limitate, perdite e sprechi alimentari rappresentano un problema particolarmente delicato, oltre che una minaccia per il sostentamento delle generazioni future, poiché quando il cibo viene perso o sprecato, vengono sprecate anche tutte le risorse che vengono utilizzate per la loro produzione, oltre al fatto che vengono emesse ingenti quantità di emissioni climalteranti, e vengono generati altri impatti ambientali (per esempio impatti legati all’eutrofizzazione, all’effetto serra etc.). Collegare l’impoverimento delle risorse e le emissioni generate alla produzione di cibo che andrà perso o sprecato potrebbe essere di grande aiuto per inquadrare la portata del problema, e alla luce delle questioni sopra riportate, l’obiettivo di questo elaborato è stato quello valutare e quantificare gli impatti legati alla riduzione delle perdite e degli sprechi alimentari in Italia, che tra il 2019 e il 2020 si sono ridotti rispettivamente del -5% e del -11%, e quindi proporre alcune tecnologie dell’Industria 4.0 che possano aiutare ulteriormente a ridurli. La valutazione, effettuata mediante la metodologia Life Cycle Assessment, tramite il Software Simapro 9.2 ha evidenziato come, la riduzione delle perdite alimentari abbia indotto un decremento generale degli impatti ambientali del -20%, oltre ad aver evitato circa 62mila tonnellate di CO2 eq e aver risparmiato circa 8,3 milioni di € di risorse fossili e minerarie. Riguardo invece gli sprechi alimentari, la riduzione degli sprechi domestici tra il 2019 e il 2020 ha portato ad una diminuzione generale degli impatti ambientali in media del -12%, oltre che ad un potenziale risparmio di 1,5 milioni di tonnellate di CO2 eq e di circa 109 milioni di € in risorse fossili e minerarie. Infine, dall'analisi della letteratura, emerge che per ridurre ulteriormente perdite e sprechi alimentari, le tecnologie dell'Industria 4.0 potrebbero essere di grande aiuto, ma allo stato dell'arte sono ancora immature e costose per essere utilizzate su larga scala.