Titolo della tesi: Finding an appropriate e-voting system for Italy
La tesi analizza la fattibilità dell’introduzione del voto elettronico in Italia, dove le procedure elettorali restano saldamente ancorate al formato cartaceo, nonostante la più ampia trasformazione digitale della pubblica amministrazione. Il voto tradizionale comporta costi finanziari, logistici e ambientali significativi, oltre a generare barriere di accesso per i cittadini con disabilità o residenti lontano dai seggi elettorali.
La ricerca adotta un approccio metodologico misto che combina un’analisi bibliometrica di oltre mille pubblicazioni accademiche sul tema dell’e-voting, un confronto internazionale dei modelli di adozione, un’analisi mediante tecniche di machine learning dei fattori socio-economici che ne influenzano la diffusione e, infine, una valutazione del ruolo della blockchain e delle tecnologie correlate all’interno del contesto giuridico e istituzionale italiano.
I risultati evidenziano come i Paesi di maggiori dimensioni, con economie più solide e sistemi democratici più consolidati, tendano ad adottare con maggiore probabilità il voto elettronico. Nel dibattito accademico emergono come temi centrali la blockchain e i protocolli crittografici avanzati. Sebbene l’Italia mantenga un approccio prudente, sono già stati realizzati alcuni progetti pilota che offrono spunti significativi per future implementazioni e che vengono analizzati nel lavoro.
La tesi conclude che il Paese dispone delle infrastrutture e delle capacità istituzionali necessarie per intraprendere il percorso verso l’e-voting, ma sottolinea l’importanza di procedere in modo graduale e cauto. Una diffusione progressiva, attraverso programmi pilota accuratamente progettati — fondati su sicurezza, verificabilità, inclusione e sostenibilità ambientale — rappresenta la strategia più realistica e socialmente accettabile per una transizione affidabile al voto elettronico nel sistema elettorale italiano.