Titolo della tesi: THE MODIFIED VENETIAN BLIND TECHNIQUE: VALUTAZIONE QUANTITATIVA DEI CAMBIAMENTI MORFOVOLUMETRICI DEL CRANIO OTTENUTI NEI BAMBINI AFFETTI DA SCAFOCEFALIA DOPO INTERVENTO CHIRURGICO DI CRANIOPLASTICA MEDIANTE QUESTA TECNICA.
Introduzione: la Scafocefalia è la forma di craniostenosi non sindromica di più frequente riscontro ed è causata da una precoce fusione della sutura sagittale. Questo comporta, nei bambini affetti, la presenza di una deformità cranica con un aumento del diametro antero-posteriore ed una diminuzione di quello latero-laterale. Questa condizione a lungo andare può comportare sia un disagio psicologico per il paziente sia dei problemi funzionali dovuti alla compressione del cervello ed un possibile aumento della pressione intracranica. Un timing corretto per l'intervento è tra i 4 e gli 8 mesi di vita e comunque non oltre i 12 mesi. In letteratura sono descritte diverse tecniche chirurgiche per il trattamento di questa patologia. Presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (OPBG) di Roma per tutti i pazienti con scafocefalia che vengono operati entro 1 anno di vita viene eseguita una tecnica di rimodellamento della volta cranica che basandosi sulla già descritta "Venetian blind technique"comprende delle modifiche da noi apportate allo scopo di massimizzarne i risultati. Al fine di valutare quantitativamente l'efficacia della nostra tecnica abbiamo chiesto la collaborazione del laboratorio di stampa 3D biomedicale dell’OPBG affinché fossero elaborati dei metodi in grado di descrivere oggettivamente, a partire dalle immagini TC, i cambiamenti morfo-volumetrici che avvengono nell'immediato postoperatorio a livello del cranio dei pazienti.
Materiali e metodi: da Gennaio 2019 sono stati individuati 16 bambini che rientravano nei criteri di inclusione dello studio, tutti i bambini avevano eseguito la TC preoperatoria e postoperatoria ad una distanza temporale uguale o inferiore a 4 giorni e tutti sono stati operati secondo la nostra tecnica. Questa tecnica in sintesi prevede l’asportazione della sutura sagittale, osteotomie a livello dell’osso frontale e l’asportazione e il rimaneggiamento delle ossa parietali associate ad una manovra di compressione del cranio in senso antero-posteriore. Per ciascun paziente è stata eseguita una valutazione dei cambiamenti verificatisi dopo l'intervento a livello della volta cranica e a all’interno della scatola cranica tramite una metodica di analisi vettoriale, sia sul piano sagittale e coronale che a livello del basicranio, ed una metodica di analisi volumetrica per individuare eventuali variazioni quantitative del volume intracranico. Inoltre per ciascun paziente è stata eseguita una valutazione estetica mediante la classificazione di Whitaker.
Risultati: nessuno dei pazienti ha avuto complicanze maggiori, il followup minimo è stato di 12 mesi. Dallo studio dell’analisi vettoriale emerge che sul piano sagittale si verifica una riduzione generale della lunghezza dei vettori che è massima a livello occipitale, sul piano coronale invece avviene un aumento della lunghezza dei vettori massimo per le regioni a livello delle ossa parietali. Questi dati risultano in linea con quanto ci aspettiamo a livello della volta cranica dal nostro intervento cioè una riduzione del diametro antero-posteriore ed un aumento di quello latero-laterale . A livello del basicranio invece l’andamento dei vettori suggerisce che esso assuma una posizione più fisiologica. L’analisi volumetrica invece ha individuato variazioni in termini quantitativi trascurabili, con cambiamenti del volume intracranico intorno all’1,04 %. Quest’ultimo dato suggerisce al momento dell’intervento l’assenza di un aumentata pressione intracranica. La maggior parte dei pazienti secondo la classificazione di Whitaker ha ottenuto un ottimo risultato in termini estetici.