GIUSEPPE PALMADESSA

Dottore di ricerca

ciclo: XXXVIII


supervisore: Annalisa Schino
co-supervisore: Candida Carella

Titolo della tesi: L'immaginazione operativa in Giordano Bruno

L’intera produzione filosofica bruniana si apre con il De umbris idearum (1582) e si chiude con il De imaginum compositione (1591), due opere mnemotecniche che dimostrano come l’interesse bruniano per l’ars non si sia mai affievolito. Essa, ben lungi dall’essere intesa come mero esercizio, rappresenta piuttosto un campo d’applicazione ove Bruno teorizza una vis imaginativa “controllata” e intimamente connessa all’attività razionale. La proposta bruniana lega altresì il vantaggio pratico ad un vero e proprio fine metafisico, che fa della memoria il viatico per l’emulazione del magistero naturale. Pertanto, la tesi si sviluppa in una prospettiva che intende indagare la praxis dal De umbris idearum al De imaginum compositione, passando per la mediazione del Sigillus sigillorum, in un continuo confronto coi cardini della «Nolana filosofia». Pertanto, oggetto di particolare approfondimento sono i concetti di umbra, contractio e idea, mentre, dal punto di vista tecnico, il lavoro dedica ampio spazio all’uso delle ruote circolari e dell’atrium immaginativo. Attraverso l’esame delle suddette opere latine, si mostra come l’immaginazione agisca quale specchio vivente (speculum) della mente universale e come prassi filosofica che unisce metafisica e morale nel perseguimento della similitudine divina.

Produzione scientifica

11573/1666848 - 2016 - Searle e il problema delle scienze umane
Palmadessa, Giuseppe - 03a Saggio, Trattato Scientifico

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