Titolo della tesi: Stampa 3D a grande scala. Progetti per sistemi insediativi di emergenza
Viviamo un tempo in cui la condizione precaria delle abitazioni post-calamità si è trasformata, per milioni di persone, da emergenziale a ordinaria (CRED, 2019). L’assenza di uno spazio abitativo accogliente e funzionale, rende ancora più complessa la quotidianità per coloro già in attesa della fase di ricostruzione. Inoltre, le soluzioni abitative impiegate sono caratterizzate, molto spesso, dalla scarsa coerenza rispetto al contesto culturale e ambientale, nonché da un’eccessiva uniformazione dello schema aggregativo nella ripetizione dell’alloggio base (Alshawawreh et al., 2020). Questo quadro esigenziale invita, alla luce delle opportunità fornite dai recenti strumenti digitali di progetto e di esecuzione, a riformulare l’idea stessa di unità residenziale, attraverso un disegno di uno spazio collettivo multifunzionale che possa assumere i connotati di una piccola città, anche se temporanea.
La fabbricazione digitale rappresenta, anche per questo campo di ricerca, una grande opportunità di innovazione, poiché lega al ‘mondo virtuale’ del computational design (flessibilità progettuale) quello ‘materiale’ della costruzione in sito a grande scala (flessibilità esecutiva). Tra le sue caratteristiche troviamo un processo costruttivo automatizzato gestibile da remoto e adattabile in real-time, libertà di personalizzazione della soluzione proposta senza ulteriori costi, accuratezza di produzione sulla base delle indicazioni del file, molto spesso fondate su criteri di ottimizzazione del materiale impiegato (Gershenfeld, 2012). La stampa 3D, quale tecnologia esecutiva selezionata per questa ricerca, consente di realizzare geometrie complesse integrando nella componente prodotta molteplici funzionalità e utilizzando materiale locale con un ridotto scarto; condizioni difficilmente raggiungibili con gli altri processi di fabbricazione digitale (Labonnote et al., 2016). Nell’introdurre nuove modalità esecutive che avvicinano sempre più la costruzione alla ‘produzione’, il progetto al prodotto, la stampa 3D conferisce un significato nuovo ai concetti di riproducibilità tecnica e serialità e invita a ripensare l’approccio stesso al progetto dello spazio, architettonico e urbano.
A partire da queste considerazioni, lo scopo generale della ricerca è di stabilire limiti e potenzialità applicative della stampa 3D a grande scala, in sito, in relazione diretta all’impiego degli strumenti digitali di progetto, con particolare riferimento al tema applicativo dell’abitare minimo, espandibile e reversibile, valido in condizioni di emergenza. Rispetto alla metodologia definita, lo strumento principale di indagine è il progetto, inteso come attività di sperimentazione iterativa, indirizzata alla prefigurazione di strategie e procedure di intervento post-calamità e allo sviluppo di modelli insediativi che pongano particolare attenzione agli aspetti spaziali, funzionali e distributivi delle singole unità, ma anche alle logiche aggregative.