Titolo della tesi: Il murale della pace di Ettore de Conciliis del 1965 come visualizzazione del Concilio Vaticano II. L’arte contemporanea sacra tra commissione e rifiuto.
L'ambito di ricerca riguarda l'analisi della commissione e soprattutto del rifiuto del Murale della Pace nella Chiesa di San Francesco di Avellino, realizzato dal pittore Ettore de Conciliis nel 1965.Questa tesi di dottorato ha lo scopo di far luce sulla complessità anche metodologica di questo tema, il quale si snoda tra storia ed ermeneutica e che varia a seconda di ogni capitolo. La presente dissertazione, infatti, è strutturata in quattro capitoli e verrà analizzata mediante un approccio transculturale e transdisciplinare; la tesi si propone di comprendere in modo integrale l’opera d’arte soggetto della tesi, ma non solo, di comprenderla da un punto di vista iconografico e iconologico ma anche come esperienza estetica rivolta all’uomo di oggi, in una prospettiva di evangelizzazione . L’obiettivo, in primis, è portare maggiore consapevolezza alla storia del Murale della Pace di Avellino, con un’analisi dettagliata dei documenti ritrovati nell’Archivio Storico Diocesano di Avellino, che hanno permesso di approfondire le motivazioni e le dinamiche dalla creazione al rifiuto dell’opera, offrendo spunti interessanti al fine di comprendere il ruolo dell'arte pubblica all’interno di una chiesa irpina di periferia. Immediatamente dopo ci interrogheremo sul diritto o meno di esistenza di quest’arte pubblica all’interno di un contesto liturgico. Oggi, il Murale della Pace si colloca all’interno di un movimento di apertura sociale di Giovanni XXIII e artistica di Paolo VI, si rifletterà così sulla funzione sociale dell’arte, che di fatto è stato un capitolo importante nella storia artistica dell’Italia e dell’arte sacra contemporanea.