Titolo della tesi: GAETA NELL’ETÀ MODERNA. IL PALINSESTO DELL’ARCHITETTURA SACRA AI CONFINI SETTENTRIONALI DEL REGNO DI NAPOLI
L’architettura religiosa non rappresenta soltanto uno spazio destinato al culto, ma un linguaggio complesso attraverso cui si riflettono rapporti di potere, trasformazioni estetiche e dinamiche culturali. Il presente studio analizza tale fenomeno nel contesto di Gaeta, città che tra XVI e XVII secolo si distingue come crocevia di influenze artistiche e costruttive provenienti dal Centro e dal Sud Italia.
Attraverso un approccio comparativo e multiscalare, basato su analisi bibliografica, ricerca archivistica e rilievo architettonico, la ricerca intende colmare le lacune storiografiche e proporre una rilettura critica del patrimonio sacro gaetano, ponendolo in relazione con l’edilizia civile e militare.
I casi studio – tra cui la Santissima Annunziata, il Succorpo di Sant’Erasmo e Santa Maria della Sorresca – in misura differente, vengono interpretati come palinsesti architettonici, nei quali si intrecciano permanenze medievali e trasformazioni rinascimentali e barocche. L’indagine mette in evidenza la stretta osmosi tra sfera spirituale e profana, il ruolo dell’università cittadina e le forme di giuspatronato laicale che influenzarono la produzione edilizia.
Ne risulta il ritratto di una città in cui l’architettura diventa espressione della collettività, sintesi tra memoria e innovazione, tra potere civile e religioso. Gaeta emerge così come nodo attivo nella rete dei centri culturali del Regno di Napoli, capace di accogliere, adattare e reinterpretare modelli artistici, costruendo una propria identità architettonica originale e consapevole.