Titolo della tesi: Da mercanti ad ambasciatori. Nascita delle relazioni diplomatiche fra India e Inghilterra
La tesi osserva l’evoluzione delle relazioni tra l’Inghilterra e l’Impero Moghul tra 1603-1619, evidenziando il transito da contatti informali e saltuari a una forma diplomatica chiara, culminata con l’invio del primo ambasciatore Thomas Roe. Inserita nel dibattito storiografico sulle dinamiche di contatto tra Europa e Asia, l’indagine mette in luce l’incapacità della diplomazia inglese di adattarsi ai codici simbolici e politici della corte moghul, e la sua progressiva trasformazione in strumento funzionale all’espansione commerciale e imperiale. Nei primi decenni del secolo, la CIO si muoveva in assenza di una chiara direzione politica, affidando le relazioni con l’India a mercanti ed emissari dal ruolo ambiguo, partendo da William Hawkins sino a Thomas Kerridge, spesso privi del riconoscimento necessario per avvalorare la loro autorità. Le loro difficoltà mostrano un’incapacità di capire le logiche di potere moghul, contribuendo al fallimento delle trattative diplomatiche iniziali. L’invio di Roe segna un tentativo di superare questa fase, professionalizzando la figura dell’ambasciatore. La sua missione fu però segnata da profonde ambivalenze che furono parte di un fallimento: da un lato, Roe rappresentava il re, dall’altro era finanziato e sostenuto dalla CIO, con cui condivideva obiettivi economici. La tesi mette in luce come la politica diplomatica inglese in India si esaurisca rapidamente, lasciando spazio a strategie più incisive e aggressive di natura economica, militare e cartografica, segnando l’avvio della futura politica imperiale. Il fallimento delle missioni diplomatiche iniziali porta la CIO a riconoscere l’efficacia di un approccio più diretto e coercitivo, fondato sulla forza militare capace di dare autorità agli occhi delle élite moghul. In questo contesto, Roe emerge non tanto come un diplomatico di successo, quanto come un intermediario incerto, la cui opinione viene in larga parte ignorata dalla leadership della CIO. La sua missione rappresenta comunque un momento di svolta: segna infatti l’inizio di una presenza inglese più strutturata nel nord dell’India e anticipa la trasformazione delle relazioni anglo-indiane da scambio diplomatico a progetto di egemonia.