FEDERICO REBECCHINI

PhD Graduate

PhD program:: XXXIV



Thesis title: Uno sguardo al disegno architettonico giapponese. Mappa dei disegni d’architettura analogici a cavallo tra l’Expo di Osaka e lo scoppio della bolla economica.

La ricerca si pone l’obiettivo di fare una panoramica del disegno architettonico giapponese nel periodo 1970-1990. Il lasso di tempo preso in esame trova ai suoi estremi due momenti fondamentali all’interno della storia dell’architettura giapponese, e conseguentemente della sua rappresentazione architettonica. Il primo è l’Expo di Osaka del 1970, trionfo del gruppo Metabolista e vetrina dell’architettura giapponese nel mondo. Il secondo è lo scoppio della bolla economica del 1991, un momento che dopo tanti anni di crescita inarrestata porta il Giappone ad un rallentamento, coinvolgendo inevitabilmente l’industria delle costruzioni e il mondo dell’architettura. Lo studio consente di lanciare uno sguardo ad una stagione del disegno particolare poiché non codificata in precedenza e caratterizzata da uno sperimentalismo grafico basato tanto su suggestioni occidentali quanto su concetti tradizionali giapponesi: venti anni di storia dove il disegno d’architettura ha modo di evolversi indisturbato verso strade inedite, tra elaborati formalmente perfetti, ingenuità esterofile, una percezione dello spazio diversa ed un profondo pragmatismo d’intenti. Attraverso l’attenta analisi delle pubblicazioni disponibili in occidente è stato possibile assemblare una mappa dei disegni con l'intento di dare un quadro d’insieme di un periodo dai margini sfocati e caratterizzato da numerosi protagonisti. Il risultato è una visione diffusa su un periodo di profondi cambiamenti sociali, economici e professionali, dove i disegni d’architettura sono messi in relazione per scoprire collegamenti e tendenze inedite. Una sperimentazione su sistemi digitali conferma ed amplia le conclusioni tratte. I maggiori interpreti del periodo sono raccontati attraverso le loro rappresentazioni, diventando parte di un mosaico complesso. Il disegno d’architettura in Giappone di quegli anni ne risulta caratterizzato da un profondo pragmatismo ed oggettività. La florida situazione economica del paese, la costante presenza di lavoro, la volontà ultima di fare architettura costruita piuttosto che disegnata portano gli architetti giapponesi a dare un’importanza relativa al disegno d’architettura. I venti anni presi in esame, se osservati da lontano, diventano quindi un periodo di affinamento del linguaggio e ricerca di un’identità architettonica e rappresentativa pienamente giapponese. Dalle teorie, sperimentazioni, successi e fallimenti degli architetti di quella generazione nasce quel disegno d’architettura, caratterizzato da minimalismo ed elusività, che oggi associamo immediatamente al Giappone.

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