Ricerca: Il rapporto tra politica e religione nell'opera di Emmanuel Levinas
L’obiettivo della mia ricerca è, da un lato, approfondire la concezione levinasiana del politico come «tempo finito dello Stato», dall’altro, analizzare l’aspetto politico della «religione» in senso levinasiano, che è «socialità» e «tempo». Se gli interpreti, di fatto seguendo l’esegesi derridiana dell’opera levinasiana, riconoscono il carattere spurio dell’«etica» in senso levinasiano, che non è un’etica né un’antipolitica, resta da indagare la pretesa del filosofo di non identificare il suo concetto di «religione», utilizzato come sinonimo di «etica» e di «filosofia prima», con una religione determinata. La ricerca sarà strutturata in tre parti: a partire dai manoscritti inediti, sarà ulteriormente approfondito in che misura la stesura di Totalité et Infini, in particolare la sezione Au-delà du visage, dipende dall’opera di Franz Rosenzweig Der Stern der Erlösung, in cui la vita comunitaria ebraica e la missione cristiana vengono presentate come le due forme storiche concrete, le uniche possibili, di superamento della filosofia totalizzante in «vita vera»; sarà ricostruita, nell’opera complessiva di Levinas, una critica della storiografia come «idolatria del fatto compiuto», non interessata a riattualizzare ciò che non è riuscito a essere, a partire dalle prime sue analisi della traccia dell’Altro, ovvero delle opere scritte, quelle di cui «si appropriano i sopravvissuti»; infine, sarà approfondito il rapporto tra scienza e rivoluzione, tra studio e politica, a partire dai concetti di «dimora» e di «extra-territorialità», che compaiono sia nelle opere filosofiche sia nelle letture talmudiche. È oggetto principale della nostra interrogazione il fatto che Levinas abbia prediletto il commento del Talmud Babilonese, che è una prassi religiosa dell’ebraismo, per affrontare filosoficamente gli aspetti del politico.
Parole-chiave:
Levinas; Rosenzweig; rivelazione; idealismo tedesco; politica; religione; storia; rivoluzione; Talmud