CLAUDIO CALLOPOLI

Dottore

ciclo: XXXII



Titolo della tesi: L’istituto del Collegio Consultivo Tecnico nell’ambito della disciplina dei Contratti Pubblici

Con il decreto semplificazioni (d.l. 16 luglio 2020 n. 76), convertito dalla legge 11 settembre 2020 n. 120, sono state introdotte norme che, al fine di agevolare l’attività degli operatori del settore della contrattualistica pubblica, hanno previsto ampie deroghe alla legislazione di settore sia per quanto riguarda le procedure di gara per l’affidamento di appalti – al fine di accelerare dette procedure e incentivare gli investimenti pubblici – sia per quanto riguarda la disciplina dell’esecuzione del contratto. Riguardo proprio a tale fase, le principali novità sono costituite da due articoli aventi ad oggetto nuove previsioni in tema di sospensione dell’esecuzione delle opere pubbliche (l’art. 5) e nuove previsioni riguardanti il collegio consultivo tecnico (l’art. 6). In particolare, proprio l’istituto da ultimo richiamato - il collegio consultivo tecnico - è oggetto della presente ricerca la cui finalità è l’analisi delle disposizioni - sia di rango primario che di tipo secondario - al fine di ricostruire in maniera esaustiva la disciplina applicabile e di individuare possibili profili di criticità dovuti all’interpretazione delle norme o ad aspetti connessi alla concreta applicazione dell’istituto. Il collegio consultivo tecnico è un istituto già conosciuto nel nostro ordinamento: introdotto con l’art. 207 del d.lgs. n. 50 del 2016, è stato abrogato per effetto dell’art. 121 del d.lgs. n. 56 del 2017 (c.d. decreto correttivo del codice dei contratti). Veniva successivamente nuovamente previsto dal comma 11 del d.l. 18 aprile 2019, n. 32 - convertito con modifiche con la legge 14 giugno 2019, n. 55 – ma, all’epoca, con l’espressa previsione di avere un carattere puramente temporaneo (sino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all’art. 216, comma 27-octies del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, che doveva essere emanato entro 180 giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore del d.l. n. 32 del 2019, ossia entro il 16 ottobre 2019). Come richiamato poc’anzi, il collegio viene nuovamente disciplinato con l’art. 6 del d.l. n. 76 del 16 luglio 2020 e, al momento dell’emanazione di tale normativa, l’operatività dell’istituto era prevista sino al 31 dicembre 2021. Di recente la disciplina dell’istituto viene modificata ad opera degli articoli 50 e 51 del d.l. 31 maggio 2021 n. 77 (rubricato “Governance del PNRR e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”) - così come convertito dalla legge n. 108/2021 - e, al momento in cui si scrive il presente contributo, l’operatività dell’istituto è stata estesa prevista sino al 30 giugno 2023. Con la presente ricerca si vuole effettuare anche una ricostruzione delle varie formulazioni delle norme che hanno regolato l’Istituto oltre ad analizzare la disciplina ad oggi prevista per dare concreta attuazione al Collegio stesso, istituto operante nell’ambito della fase esecutiva dei contratti di lavori pubblici e istituito allo scopo di deflazionare il contenzioso, quale risoluzione delle controversie alternativa al rimedio giurisdizionale. Si è provveduto, inoltre, per offrire una panoramica più completa dei possibili effetti derivanti dall’applicazione della norma nel nostro ordinamento, ad effettuare una ricognizione delle forme di alternative dispute resolution presenti nel panorama nazionale ed internazionale, con uno specifico approfondimento dei modelli di contratto elaborati da organizzazioni internazionali (all’interno dei quali è stato spesso previsto l’utilizzo di istituti simili al Collegio Consultivo Tecnico) e delle forme di ADR presenti nel mondo anglosassone ed europeo. In particolare, è stata effettuata un’analisi degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie negli ordinamenti giuridici degli Stati Uniti d’America, del Regno Unito, della Francia e della Germania. L’analisi è stata condotta, per ognuno dei predetti ordinamenti, a partire da una generale disamina delle varie forme di ADR declinate nelle diverse branche del diritto, per giungere, infine, ad un approfondimento specifico degli strumenti ADR nell’ambito delle controversie riguardanti la Pubblica Amministrazione e gli appalti. In conclusione, dopo aver ricostruito il possibile funzionamento del collegio, in attuazione della normativa applicabile - legge e linee guida attuative del Ministero delle infrastrutture e Trasporti e discipline della modellazione digitale (Building Information Modeling o BIM) - si proveranno ad individuare possibili profili di criticità ad oggi già emersi, dovuti ora a carenze della disciplina prevista dal legislatore (si pensi soprattutto alla necessità di stabilità della normativa di settore) ora alle caratteristiche intrinseche dell’istituto stesso (si pensi alla decisioni del collegio ed alla loro natura di lodo contrattuale ai sensi dell’articolo 808-ter c.p.c.).

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