Titolo della tesi: Prestazioni cognitive in ambienti “Isolati, Confinati ed Estremi” (ICE): il ruolo protettivo dell’intelligenza emotiva durante l’isolamento prolungato a bordo di navi mercantili
Negli ultimi anni, la necessità di condurre missioni spaziali in ambienti “Isolati, Confinati ed Estremi” (ICE) ha incrementato l’interesse per l’individuazione di differenze individuali, a diversi livelli di analisi, sulle reazioni alle particolari condizioni ambientali, ovvero alle capacità di adattamento dell’individuo, in modo da poter intervenire per migliorare l’efficacia del personale a bordo. Nonostante l’elevata similitudine tra questi ambienti e la navigazione a bordo di navi mercantili, emerge una mancanza di attenzione, nella letteratura nazionale ed internazionale, verso l’adattamento dei marittimi, una delle categorie lavorative a maggior rischio di malessere fisico e psicologico. Sebbene il loro benessere sia influenzato da diversi fattori stressanti connessi allo specifico contesto di lavoro, i marittimi stessi riportano l’isolamento e la lunga separazione dalla famiglia come principale fattore di stress della vita in mare. L’importante valenza dell’isolamento ha portato, in alcuni casi, alla considerazione della nave come analogo agli ambienti ICE, tra cui rientrano, per esempio, le comunità che lavorano nelle miniere e sulle piattaforme petrolifere, gli abitanti di eremi, gli equipaggi coinvolti in missioni spaziali e in simulatori simili. Tuttavia, ad oggi, non è stato fatto alcun tentativo di studiare a tutti gli effetti l’ambiente marittimo come un ambiente ICE.
Partendo dagli studi presenti in letteratura sui fattori di protezione e di rischio degli ambienti ICE, è evidente come questi ambienti preoccupano, soprattutto, per gli effetti che possono avere sulle prestazioni cognitive dell’individuo, laddove è, invece, necessario mantenere elevate prestazioni. Per questa ragione è stato dato particolare risalto allo studio dell’adattamento dell’individuo ai diversi fattori ambientali, come l’isolamento, il confinamento, la presenza di rumori costanti, che possono condurre ad un deterioramento delle prestazioni cognitive. Queste considerazioni sembrerebbero altrettanto necessarie nel contesto della marina mercantile, dove, per esempio, la maggior parte degli incidenti in acque nazionali e internazionali sembrerebbe connessa a fattori umani, a causa dell’indebolimento progressivo delle abilità psico-fisiche, quali i tempi di reazione, il coordinamento, il processo decisionale e l’equilibrio emozionale, in relazione ai elevati livelli di stress.
Per questa ragione, in linea con l’approccio teorico “Person-Enviroment-Fit” (Werner et al., 2002), che considera l’adattamento come il risultato dell’interazione tra individuo e ambiente, si ritiene necessario comprendere le caratteristiche bio-psico-sociali che permettono all’individuo di adattarsi alla vita a bordo, ovvero i fattori di protezione che possono prevenire conseguenze negative sulla salute mentale e sulle prestazioni cognitive. In questo contesto, l’intelligenza emotiva, definita come la capacità di comprendere e regolare le proprie e altrui emozioni e di utilizzare le informazioni emotive per guidare il pensiero e le azioni, in linea con quelle che sono le richieste dell’ambiente, potrebbe rappresentare un indice chiave di adattamento sociale ed emotivo dell’individuo. Questo partendo dalla considerazione del ruolo, tanto delle emozioni, quanto della cognizione, nell’adattamento individuale. Infatti, l’utilità di considerare questo fattore in questo contesto, è dato anche dalla stretta relazione tra emozione e cognizione insita nell’applicazione stessa dell’intelligenza emotiva. Tuttavia, nonostante queste considerazioni, nessuno studio, né nei contesti ICE, né nel contesto marittimo, ha indagato il suo possibile ruolo di protezione rispetto al declino delle prestazioni cognitive.
Pertanto, si propone un percorso di ricerca che ha avuto l’obiettivo finale di analizzare gli effetti dell’intelligenza emotiva sulle prestazioni cognitive nei marittimi partendo dall’analisi del contesto della navigazione mercantile, ovvero dalla possibilità di considerare quest’ultimo come un ambiente ICE, attraverso un disegno sperimentale multimetodo. Lo studio potrebbe contribuire a colmare gli specifici gap in letteratura e potrebbe avere importanti implicazioni per la progettazione di interventi mirati.