CHIARA CASTELLI

Dottoranda

ciclo: XXXVII
email: chiara.castelli@uniroma1.it
edificio: RM004
stanza: 4/5




supervisore: Professoressa Anna Riccioli

Ricerca: Le isoforme del recettore CD44 e i loro interattomi: effetti sul melanoma

2021-2022 Dottoranda in Morfogenesi e Ingegneria Tissutale presso Università La Sapienza - Roma
2020-2021 Impiegato Terzo Livello presso Lifebrain S.r.l. - Guidonia Montecelio, Roma
2017-2019 Laurea Magistrale in Biotecnologie Genomiche presso Università La Sapienza - Roma
2014-2017 Laurea Triennale in Biotecnologie Agro-industriali presso Università La Sapienza - Roma
2014 Diploma di Liceo Scientifico P.N.I. presso Liceo Scientifico Statale Nomentano - Roma

Sintesi del progetto di ricerca
Il mio progetto si propone di chiarire gli effetti dell’interazione tra le isoforme del recettore CD44 e i principali interattori sulle
caratteristiche del melanoma, con particolare attenzione all’effetto dell’interazione con importanti ligandi tra cui l’acido ialuronico.
L’abilità delle cellule di melanoma di migrare e diffondersi oltre il sito primario del tumore è fortemente potenziata dall’espressione di molecole di superficie, che mediano le interazioni cellula-cellula e cellula-matrice extracellulare. Tra queste, CD44, il principale recettore di superfice per l’acido ialuronico, gioca un ruolo cruciale nell’invasione e nei processi metastatici, in diverse neoplasie umane incluso il melanoma. Crescenti evidenze suggeriscono che CD44 sia estensivamente overespresso in numerosi tipi di tumore e che correli con un comportamento biologico aggressivo e con un’infausta prognosi. CD44 è coinvolto nel processo di transizione epitelio-mesenchima in melanoma, come in molti altri tumori, ed è riconosciuto come marker per cancer stem cells nel tumore allo stomaco e al seno; è anche coinvolto nella resistenza a farmaci e resistenza a radioterapia e chemioterapia in diversi tipi di tumore.
In melanoma le isoforme di CD44 più interessanti sono CD44t6 e CD44t7, ma numerose altre combinazioni di esoni varianti sono possibili e la loro presenza è attestata nei pazienti. Tutte le isoforme di CD44 possiedono nella regione extracellulare un dominio per il legame con l’acido ialuronico; il legame ha come conseguenza una trasduzione del segnale che coinvolge molteplici pathway, tra cui i pathway di BRAF, MAPK/ERK, WNT. La maggior parte degli studi recenti sostiene che i tumori che esprimono particolari isoforme di CD44 siano più aggressivi e che presentino quindi caratteristiche, tipiche dei tumori, più esacerbate, in confronto a tumori che esprimono solo l’isoforma più abbondante detta CD44standard. Tuttavia, è stato poco studiato il contributo nel melanoma dell’interazione tra specifiche isoforme di CD44 e i loro naturali interattori, che non si limitano all’acido ialuronico. In questo progetto abbiamo incluso lo studio di osteopontine, versicani e alcune metalloproteasi di matrice. Gli aspetti che il progetto intende esplorare riguardano l’effetto delle interazioni di questi ligandi con specifiche isoforme di CD44 sui cambiamenti morfologici delle cellule e cambiamenti nei principali pathway di trasduzione del segnale. Verrà saggiata la capacità di proliferazione, di migrazione, di invasione di queste cellule. Se questi saggi daranno risultati significativi, si procederà con saggi in vivo per osservare il contributo al fenomeno della metastatizzazione. Il modello sperimentale include le linee cellulari di melanoma umano A375, CHL1, 501mel, già utilizzate in più studi, e le linee cellulari IGR37 e IGR39, rispettivamente melanoma primario e metastatico di un paziente, di più recente disponibilità. Se i dati iniziali saranno promettenti, includeremo biopsie da paziente per analisi immunoistochimiche. Con queste indagini auspico di identificare un ruolo in melanoma per l’interazione tra specifiche isoforme del recettore CD44 e i suoi principali interattori, con la possibilità di aprire così la strada a terapie mirate, oppure all’utilizzo di questi biomarker come precoci indicatori di aggressività del melanoma.

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