Titolo della tesi: Underground Landscapes. Subterranean Imaginaries through Environmental Humanities
Questa tesi riconcettualizza il paesaggio volgendo lo sguardo verso il sottosuolo. Mettendo in discussione il paradigma superficie- centrico del pensiero paesaggistico, riconosce il sotterraneo, spesso trascurato, come territorio percepibile, affettivo ed ecologicamente dinamico. Avvalendosi di una metodologia post-disciplinare che intreccia analisi letteraria, storia dell’arte e scienze umane ambientali, il progetto indaga il modo in cui gli spazi sotterranei sono stati immaginati, percepiti e materialmente trasformati. Dalle geomorfologie infernali di Dante, alla sensibilità mineraria di Novalis e alle geologie speculative di Jules Verne, fino alle grotte sacre e alle zone di sacrificio, il lavoro ricostruisce un denso archivio culturale di viaggi catabatici. Attraverso le lenti del materialismo femminista e della transcorporeità, la tesi riconosce la materia sotterranea come agente co-costitutivo nella costruzione delle narrative e come corpi che scavano (Caving Bodies). Il risultato è una teoria ampliata del paesaggio che accoglie lo spazio il sottosuolosepolto come zona stratificata e vitale di intrecci materiali, temporali e simbolici. In ultima analisi, questo lavoro propone un’etica della discesa, auspicando modalità di relazione più attente e immaginative con i terreni nascosti sotto i nostri piedi.