Titolo della tesi: Spazi interdisciplinari e pratiche sostenibili per l’analisi e la conservazione dei negativi del fondo Wilhelm von Gloeden - Fondazione Alinari per la Fotografia
Gli oggetti fotografici presentano una natura eterogenea e complessa, che richiede un approccio interdisciplinare capace di integrare ricerca storica, analisi materiale e riflessione teorica. Lo studio dei negativi fotografici di Wilhelm von Gloeden conservati presso la Fondazione Alinari per la Fotografia, fino a ora non studiati, ha consentito di contribuire alla ricostruzione filologica della sua attività artistica, di approfondirne l’originalità della visione e di sperimentare una metodologia di indagine adatta a tutti i fondi fotografici, a basso impatto e non invasiva.
La ricerca si è articolata in due fasi principali. La prima ha previsto una ricognizione su fonti coeve e contemporanee, da cui sono emersi nuovi elementi biografici e relazioni iconografiche riconducibili al post-Romanticismo, al Simbolismo, al Pittorialismo, all’Orientalismo e alla Freikörperkultur, insieme a riflessioni sulla ricezione e sulla circolazione della sua opera. La seconda ha riguardato l’analisi materiale dei negativi su vetro, carta e pellicola, volta a ricostruire il modus operandi dell’artista-fotografo e a confrontarlo con le pratiche descritte nella letteratura fotografica d’epoca.
Infine, lo studio ha affrontato criticamente le problematiche conservative del fondo, proponendo un approccio etico e sostenibile al restauro. Le indagini diagnostiche non invasive, condotte mediante tecniche spettroscopiche e di imaging su una selezione di lastre trasportate presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze in occasione del restauro, hanno permesso di completare la ricerca, oltre verificare le potenzialità e i limiti di tali metodologie applicate alla fotografia storica.