Titolo della tesi: Architettura protobizantina in Albania: dalla fine del IV agli albori del VII secolo
L’elaborato propone una rilettura complessiva dell’architettura protobizantina in Albania tra IV e VII secolo. L’obiettivo è offrire una ricostruzione organica delle tipologie architettoniche, delle reti di maestranze e delle dinamiche culturali che caratterizzarono l’area dell’antico Epiro. Attraverso un approccio comparativo che integra analisi archeologica, esame delle tecniche costruttive, valutazione dei materiali e studio dei programmi musivi pavimentali, il lavoro mette in relazione i principali complessi ecclesiastici con il più ampio contesto balcanico e adriatico. Ne emergono fenomeni di adattamento e di circolazione dei modelli. In assenza di studi d’insieme aggiornati, e a fronte di una bibliografia ancora fondata su contributi fondamentali ma ormai datati, la ricerca propone una sintesi critica che integra i risultati delle indagini archeologiche condotte negli ultimi decenni. Collocata in una posizione liminale tra Oriente e Occidente e attraversata da direttrici strategiche quali la Via Egnatia, l’Albania protobizantina si configura come un laboratorio privilegiato per osservare i processi di rielaborazione e circolazione dei modelli architettonici. L’analisi prende in esame i principali edifici religiosi noti sul territorio – basiliche a tre navate, chiese a navata unica ed edifici tricori – e mostra come tali architetture, pur ispirandosi a modelli balcanici ed epiroti, presentino soluzioni formali e costruttive adattate ai contesti locali, alle risorse disponibili e alle specifiche esigenze funzionali e liturgiche. Ne emerge un panorama articolato, nel quale l’Albania non appare come periferia passiva dell’Impero, ma come area di rielaborazione culturale. La tesi si articola in tre capitoli. Il primo ricostruisce il quadro storico tra IV e VII secolo, evidenziando il ruolo dell’area epirota come zona di confine tra Oriente e Occidente. Il secondo analizza in modo sistematico i singoli edifici, approfondendone strutture, tecniche costruttive e apparati decorativi. Il terzo offre una sintesi comparativa volta a definire le reti di influenza, la circolazione delle maestranze e il contributo dell’Albania al panorama protobizantino dell’Adriatico orientale.