ANNA CARELLA

Dottoressa

ciclo: XXXIV



Titolo della tesi: Responsabilità per obblighi di bonifica e danno ambientale

L’oggetto di analisi è incentrato sulla responsabilità ambientale complessivamente intesa, ossia tale da ricomprendere tanto la responsabilità per danno ambientale, quanto la responsabilità per oneri di bonifica, cercando di rendere unitaria la relativa lettura. Si tratta di una tematica oggetto di attuale interesse innanzitutto a livello normativo e, pertanto, su questo profilo si è basata l’indagine finale volta ad individuare un possibile e organico raccordo normativo tra i due istituti, allo stato segmentati all’interno del Codice dell’ambiente (d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152), tra la Parte IV del Titolo V (in particolare agli articoli 239 e seguenti) e la Parte VI (articoli 298-bis e seguenti). Per diversi ordini di motivi, siano essi di carattere storico, culturale e politico, le due discipline si sono sviluppate in modo autonomo e disorganico, derivandone non solo una mancanza di interazione tra le stesse, ma anche problemi di coordinamento, già solo di carattere logico-sistematico, lasciando all’interprete il compito di tentare un’armonizzazione. In tale intento, un ruolo di spicco hanno avuto nell’ultimo biennio tanto la giurisprudenza quanto la dottrina, ove non è più messo in dubbio come l’operazione rimediale a protezione dell’ambiente debba essere letta in termini unitari. L’effettività della tutela ambientale necessita infatti di una “linea di ideale continuità” che dalla immediata reazione al pericolo, attraverso le misure di prevenzione, riesca a reagire con misure riparatorie quando la compromissione delle risorse naturali si concretizzi, per poi terminare, come ultimo, residuale e non auspicabile momento, con un mero ristoro economico qualora i passaggi precedenti non siano riusciti, in tutto o in parte, ad arginare il pregiudizio arrecato all’ambiente. La presente ricerca è volta a ricostruire e ripercorrere i passaggi che il futuro legislatore dovrà inevitabilmente affrontare per rendere la predetta linea di continuità non più “ideale” ma reale, apportando un’unitaria disciplina che riesca ad integrare e coordinare i diversi momenti sopra riportati.

Produzione scientifica

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