ANDREA CONVERSI

PhD Graduate

PhD program:: XXXIII



Thesis title: STUDIO SPERIMENTALE RETROSPETTIVO SULL’UTILIZZO DEL LEMBO KEYSTONE NEI PAZIENTI ANZIANI

INTRODUZIONE: Il lembo di Keystone è un lembo ad isola, locale, basato su un pattern vascolare random e sull’utilizzo di perforanti multiple; composto da tessuti molli prefasciali, risparmia i muscoli sottostanti e le strutture neurovascolari, diminuendo così la morbilità e il tempo di recupero postoperatorio. La sua particolare forma curvilinea-trapezoidale risulta essere ottima per inserirsi nella perdita di sostanza, in seguito ad un trauma o escissione chirurgica di formazioni maligne, fornendo così dei vantaggi dal punto di vista strutturale. Tutte queste caratteristiche rendono questa tecnica chirurgica un’ottima soluzione nei pazienti anziani fragili, in cui di primaria importanza è una gestione clinica “cost-effective”, in cui le ricostruzioni chirurgiche devono essere efficaci, rapide e meno invasive possibili OBIETTIVO DELLO STUDIO: IL PRINICPALE SCOPO DI QUESTO STUDIO È MOSTRARE L’ESPERIENZA DEI VARI CHIRURGHI CON L’UTILIZZO DEL LEMBO DI KEYSTONE NELLE RICOSTRUZIONI DEI DIFETTI DEI TESSUTI MOLLI DI TRONCO E ARTI A CAUSA DI UN TRAUMA O DOPO UN’AMPIA ESCISSIONE TUMORALE LOCALE NEI PAZIENTI ANZIANI MATERIALI E METODI: Abbiamo realizzato uno studio multicentrico nato dalla collaborazione tra 4 centri di chirurgia plastica di tre diversi paesi: l’unità di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva del Policlinico Umberto I dell’Università Sapienza di Roma e il dipartimento “Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia” dell’Università di Pisa entrambi italiani, l’Unità di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva del Northumbria NHS (UK) e il Dipartimento di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva e Ustioni, Arzobispo Loayza National Hospital di Lima, Perù. I pazienti sono stati reclutati da marzo 2019 a dicembre 2019. Principali criteri per essere ammessi a questo studio erano l’età di 65 anni o superiore e la presenza di difetti o lesioni dei tessuti molli che fossero ritenute adatte per la ricostruzione locale dei lembi con il Keystone flap. Unici criteri di esclusione invece sono stati considerati la presenza di infiammazione acuta attiva e precedenti operazioni chirurgiche nella stessa sede anatomica della lesione di interesse. Il test di Fischer è stato applicato per delineare la significatività statistica, considerando i valori di p statisticamente significativi < 0,05. RISULTATI: il campione che ha rispettato i criteri di inclusione è rappresentato da 72 pazienti, 49 uomini e 23 donne,; la loro età variava dai 65 ai 91 anni, con una media di 76.2 anni questi pazienti presentavano diverse comorbidità, come: ipertensione, diabete, fumo, precedente radioterapia nella regione trattata. Tutti i pazienti selezionati hanno presentato una lesione singola nel tronco (46; 63.9%)o nell’arto superiore (4; 5.6%)o inferiore (22; 30.6%). Dei 72 pazienti: 15 (20.8%) sono stati inseriti nello studio per la presenza di ferite non oncologiche, dovute a un trauma acuto (2, 2.8%) o un’ulcera cronica (13; 18.1%); gli altri 57 pazienti invece, sono stati candidati per la ricostruzione dei tessuti molli a seguito dell’escissione di lesioni oncologiche, la maggior parte delle quali identificate come appartenenti al gruppo dei tumori della pelle non melanoma(NMSC). La maggior parte delle ricostruzioni sono state effettuate tramite l’utilizzo del lembo di Keystone di tipo I, utilizzato nel 58.3% dei casi (42); il tipo II-A di KF è stato utilizzato nel 18% dei casi (13); il KF di tipo III, invece, è stato adoperato nel 22.2% dei casi (16); mentre il tipo IV è stato adoperato solamente in un singolo caso (1.4% dei casi). delle quali classificate come complicanze maggiori che presentavano una necrosi parziale del lembo. Tra le altre 8, considerate complicanze minori, riconosciamo: 5 (6.9%) deiscenze delle ferite e 3 (4.2%) infezioni delle ferite CONCLUSIONE: Con la premessa che in tutto il mondo ci si trova di fronte ad un progressivo e costante aumento della popolazione così definita anziana, nonché degli individui fragili, la chirurgia ricostruttiva deve adattare le proprie tecniche a queste tipologie di pazienti che più frequentemente possono presentare comorbidità, scegliendo interventi rapidi, affidabili e meno invasivi possibili Il lembo di Keystone permette tempi operativi rapidi, bassi tassi di morbilità e tempi di recupero post-operatorio piuttosto brevi. Per questi motivi, l’utilizzo di questa tecnica sembra essere adeguato alla ricostruzione dei tessuti molli nei pazienti anziani.

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