Titolo della tesi: Schermi e politica. Culture e pratiche audiovisive dei comunisti italiani e francesi (1968-1984)
La tesi indaga il rapporto tra il Partito Comunista Italiano e Francese e la sfera dell'audiovisivo tra il 1968 e il 1984, un periodo segnato da profonde trasformazioni non solo politiche (la crisi del movimento comunista internazionale, la formula dell'eurocomunismo), ma anche più strettamente ideologiche e tecnologiche (la rottura del monopolio radiotelevisivo e la nascita delle televisioni private, l'avvento del videotape e l'idea della guerrilla television). Muovendo da un ampio corpus di fonti archivistiche, audiovisive e a stampa, l’indagine si sviluppa lungo quattro direttrici: le elaborazioni teoriche che le culture politiche comuniste italiana e francese articolarono intorno all’audiovisivo come leva altamente strategica per la democratizzazione del sistema delle comunicazioni di massa; le pratiche che queste stesse culture misero in campo nel tentativo di fornire una propria interpretazione delle rivoluzioni tecnologiche e ideologiche in atto su scala nazionale e globale; le strategie di adattamento ai linguaggi imposti dal mainstream, che negli stessi anni impresse alla comunicazione politica una decisa sterzata in senso personalistico e spettacolare; una comparazione tra i due casi di studio, nel tentativo di comprendere se e come differenti approcci all’audiovisivo abbiano influenzato la traiettoria storica dei due più importanti partiti comunisti occidentali. In definitiva, illustrando la complessità e al tempo stesso la ricchezza di questo articolato intreccio di elaborazioni teoriche e pratiche, la tesi si propone di superare un radicato paradigma storiografico che per lungo tempo ha individuato nell’incapacità di comprendere la cultura di massa una delle ragioni dell’esaurimento dell’esperienza comunista.